Dopo la chiusura di Megaupload e Megavideo, Anonymous lancia la sua controffensiva

La notizia è di poche ore fa.
Ci dispiace di avervela potuta comunicare solo con questo ritardo ma eravamo bloccati a scuola senza internet.
Ebbene, dopo la chiusura definitiva di megaupload e di megavideo gli Anonymouse non sono rimasti fermi ad osservare, anzi, in queste ore hanno scatenato una vera e propria guerra digitale contro i siti della Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).
Un vero e proprio attacco in stile Anonymous, pulito, semplice e devastante.
Attualmente sembrerebbe che i siti siano nuovamente sotto il controllo dei gestori ma sicuramente lo schiaffo morale si è fatto sentire.
Come già detto, questo attacco, è stata la risposta alla chiusura di Megaupload; chiusura che, a nostro avviso, sembra essere particolarmente insensata e, oltre che all’aver portato l’arresto del creatore del portale, ha causato moltissimi danni agli utenti che utilizzavano il servizio offerto da Megaupload e Megavideo senza fini pirata (come il sottoscritto).
Gli unici che sembrano non aver sentito gli effetti di questa battaglia sembrano essere i pirati informatici che utilizzavano Megaupload per archiviare i file protetti da diritti d’autore che al momento non dovranno fare altro che scegliere un nuovo servizio dove archiviare i loro file.
Questa storia sta prendendo pieghe sempre più grandi. Mi chiedo a cosa arriveremo fra pochi mesi poiché continuando di questo passo tutti i portali simili a Megaupload saranno costretti a chiudere per evitare ripercussioni simili da parte del governo.
E noi? Utenti legittimi della rete? Come faremo a condividere i nostri file? Soluzioni al momento ce ne sono, questo è vero, tuttavia continuando su questa strada arriveremo anche alla chiusura di DropBox e compagnia, senza per altro bloccare minimamente la pirateria digitale.
Questo è un aggiornamento pubblicato dal sito Multiplayer.it che vi riproponiamo per una migliore comprensione della vicenda:

Aggiornamento: A quanto pare tra le accuse figurano altri crimini perpetrati dalla dirigenza del network tra cui movimenti sospetti di denaro e ovviamente il fatto di aver pesantemente lucrato sul file sharing illegale. Nessuno ovviamente spalleggia comportamenti di questo genere ed è anche possibile che la questione del SOPA abbia portato a questa dimostrazione di forza che mette in luce i risvolti peggiori della pirateria. Ma la chiusura dei server rimane effettiva con tutte le conseguenze del caso anche sulla parte lecita del database, sugli utenti paganti del servizio e sulla visione del mondo sul file sharing, ormai identificato esclusivamente come porto franco per film “rubati” nelle sale cinematografiche e album musicali. In questo modo in sostanza, quale che sia il motivo della manovra tra crimini effettivi e complotti pro SOPA, l’attacco è comunque e dichiaratamente indirizzato al file sharing.